Home > Ostetricia > Allattamento e Principali Problematiche

Allattamento e Principali Problematiche

In questa esposizione andremo a conoscere i meccanismi fisiologici che regolano la produzione e l’escrezione del latte materno ed alcune delle problematiche più frequenti.

Introduzione

L'allattamento è la prosecuzione fisiologica del rapporto che si è creato tra la mamma ed il bambino durante la gravidanza. Attraverso il seno, infatti, il bambino trova non solo nutrimento, ma riesce a soddisfare il suo bisogno di protezione, sicurezza e amore. Tutte le donne, ad eccezione di una piccolissima minoranza con problematiche specifiche, sono predisposte a nutrire il proprio bambino. Spesso l’avvio dell’allattamento al seno non è sempre così semplice e naturale come dovrebbe essere.

Come funziona l'allattamento?

Il seno femminile è naturalmente predisposto per nutrire uno, due o più bambini e, assieme all'utero, è in assoluto l’organo che già in gravidanza conosce la più grande trasformazione. Forma e dimensioni possono enormemente cambiare, ma tutti i seni sono fatti per allattare. Tra le strutture che coinvolte nell'allattamento ricordiamo la mammella, al centro della quale si trova l’areola, zona circolare che circonda il capezzolo, dove la pelle appare più scura. Sulla zona protrattile sono presenti i pori lattiferi, da cui fuoriesce il latte. Sull’areola, più o meno visibili, sono presenti delle piccole escrescenze che durante la gravidanza si evidenziano maggiormente e che producono sostanze lubrificanti e disinfettanti. Anche i capezzoli hanno forme e dimensioni variabili da donna a donna e sono tutti ugualmente adatti all’allattamento. Quando il bambino si attacca al seno in realtà introduce nella bocca gran parte dell’areola, quest’ultima si allunga fino al palato molle adattandosi alla suzione del bambino. Il capezzolo quindi serve solo come puntatore e possiamo perciò smentire l’opinione molto diffusa secondo cui una mamma che non ha un capezzolo particolarmente sporgente o piatto, non possa allattare.

Come si produce il latte materno?

In seguito all’espulsione della placenta, si verificano importanti cambiamenti ormonali, tra cui l'aumento dei livelli di prolattina che permette l'avvio della prima montata lattea, generalmente entro 2-5 giorni dal parto. Inizialmente si verifica la fuoriuscita del colostro, una sostanza prodotta in quantità minime ma estremamente ricca dal punto di vista nutrizionale ed immunologico. Nel periodo successivo la mamma avvertirà un senso di calore e pienezza del seno e il colostro si trasforma in latte maturo aumentando in quantità. L’incremento del latte materno è direttamente proporzionale all’efficacia delle poppate, che nelle prime settimane di vita sono numerose e ravvicinate. Si raccomanda perciò “l’allattamento a richiesta” per rispondere prontamente ai bisogni del bambino e per permettere una fase di calibrazione della quantità di latte prodotta. Ovviamente la suzione può essere simulata anche tramite spremitura manuale o tiralatte in determinate condizioni.

Che ruolo ha la prolattina?

La prolattina è l'ormone che permette la produzione del latte e viene rilasciata in maggiore quantità durante il riposo, l'assenza di luce ed il contatto pelle a pelle. Ciò nonostante, la produzione di prolattina può essere compromessa dal fumo, soprattutto durante il puerperio. Il corpo riesce a regolare il livello ottimale di prolattina grazie alla proteina FIL (Feedback Inhibitor of lactation). Questa proteina inibisce il rilascio di prolattina quando c'è un accumulo eccessivo di latte materno. Si tratta di un fattore protettivo dell’ingorgo mammario e di altre problematiche legate al mancato svuotamento del seno. Possiamo quindi dedurre l’importanza di mantenere una certa frequenza delle poppate, specialmente durante il primo periodo dell’allattamento.

Problematiche legate all'allattamento

Allattare non dovrebbe provocare dolore al contrario di quanto si pensa. E’ molto comune sentire fastidio nei primi giorni dell’avvio dell’allattamento, questa sensazione però di solito scompare velocemente. Se ciò non avviene è utile cambiare la posizione del bambino. Mano a mano che il bambino diventa più competente e si instaura una reciproca intesa tra mamma e neonato, l’indolenzimento e il rossore scompaiono. Alcune volte il dolore persiste e in corrispondenza della zona dolente o infiammata potrebbero comparire delle ferite, le cosiddette ragadi. Le ragadi si manifestano come fessure o abrasioni in corrispondenza del capezzolo e possono essere molto dolorose arrivando anche a sanguinare. Molto importante è cercare di non resistere al dolore durante la poppata credendo che sia normale, insistere potrebbe causare ulteriori danni e grande scoraggiamento della mamma.

Ingorgo Mammario

L'ingorgo mammario è una condizione dolorosa causata dall'eccessivo accumulo di latte materno nel seno. Questa sintomatologia spesso coincide con l'arrivo della montata lattea. Il seno si presenta pieno, caldo e dolente, la pelle può apparire arrossata e lucida. Il capezzolo potrebbe risultare così disteso che il neonato fa fatica ad attaccarsi e di conseguenza a svuotare il seno. Una delle principali cause dell’ingorgo è la lunga pausa, spesso suggerita erroneamente, tra una poppata e l’altra. In alcuni casi la pressione del latte accumulato rompe alcuni acini e dei dotti mammari per la troppa forza, il latte così si sparge nel tessuto interstiziale e agendo come un corpo estraneo provoca infiammazione. Si possono manifestare in questo caso i segni caratteristici di un infiammazione: rossore, dolore, malessere generale e febbre.

Mastite

La mastite è l'infiammazione della ghiandola mammaria che può essere causata da un dotto ostruito (mastite non infettiva) non trattato adeguatamente o da un indebolimento del sistema immunitario. Altre volte la mastite può essere causata da un'infezione di tipo batterico (mastite infettiva), da Stafilococco aureo. Il batterio potrebbe penetrare da ferite o abrasione del capezzolo e produrre un processo infettivo, in questo caso è necessario assumere un antibiotico adeguato come terapia. I sintomi della mastite sono gli stessi del dotto ostruito ma molto più accentuati, accompagnati da febbre anche superiore ai 38,5 gradi e spossatezza generale molto simile ad una sindrome influenzale. Anche in questo caso rivestono un importanza fondamentale le poppate frequenti, svuotamento del seno manuale in caso di dolore e riposo a letto per qualche giorno. Una piccola percentuale di mastiti può non risolversi ed evolvere in ascesso.

Ascesso

L’ascesso è una cavità piena di materiale purulento che non trova una fuoriuscita esterna. La terapia consiste nel drenaggio ed in una combinazione di ago aspirato ed ecografia. Il materiale infetto viene aspirato e la cavità della ciste lavata con soluzione salina. In presenza di tale complicanza purtroppo, la maggior parte delle donne smette di allattare improvvisamente sia per timore di poter far contrarre al bambino un’infezione che per l’eccessivo dolore causato dalla manipolazione del seno. In ogni caso invece si può e si dovrebbe continuare ad allattare, evitando che la bocca del bambino entri in contatto con la parte lesa, proteggendo la ferita con una garza. Sono importanti anche in questo caso il riposo e la terapia antibiotica, oltre che naturalmente aiuto pratico e sostegno emotivo.

Conclusioni

L'allattamento al seno è parte integrante del processo di salute e non rappresenta uno sforzo che la donna deve compiere per il bene di suo figlio. E', infatti, una parte importante del processo evolutivo della vita stessa. L'obiettivo non è convincere tutte le donne ad allattare, ma fornire loro gli strumenti adeguati: il supporto emotivo, pratico e professionale per intraprendere la nascita di questo legame cosi istintivo e naturale. Questo percorso può essere ostacolato e reso difficoltoso dalla carenza di informazioni aggiornate e dalle convenzioni sociali. E' bene quindi rivolgersi a personale qualificato per gestire al meglio questo meraviglioso processo. Il benessere psico-fisico e la serenità della madre influisce positivamente sul neonato, sul suo sviluppo fisico, relazionale ed emotivo.

Dottoressa
Cristina Carbonelli

Ostetrica Specializzata
La Dottoressa Cristina Carbonelli è Specializzata in Assistenza al Puerperio, Sostegno all'Allattamento, Riabilitazione del Pavimento Pelvico
PRENOTA UNA VISITA
Centro Multispecialistico di Fisioterapia e Osteopatia a Carattere Scientifico. Eccellenza nella Cura e Ricerca per le patologie Psicosomatiche.
linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram